LE CERTIFICAZIONI DEGLI IMPIANTI

La certificazione o dichiarazione di conformità di un impianto viene rilasciato dal tecnico che ha eseguito l’installazione nella quale si attesta la rispondenza e l’esecuzione dell’impianto ad opera d’arte secondo le norme vigenti ; Dichiarazione di Rispondenza (DIRI), che deve essere redatta a cura di uno dei soggetti previsti dall’art. 7 comma 6 del DM 37/08.3

L’impresa o l’artigiano che in una abitazione esegue lavori di installazione ,di rifacimento e/o adeguamento alla normativa di un determinato impianto idrico-sanitario al termine di questi è tenuto a rilasciare il certificato di conformità:queste certificazioni devono essere redatte in base ai modelli ministeriali ed emesse esclusivamente da chi ha effettivamente eseguito il lavoro:diffidate da dichiarazioni emesse da terzi e verificate prima di affidare i lavori che in contratto e/o conferma d’ordine sia prevista l'emissione delle certificazioni.


E' possibile sostituire il certificato di conformità con una Dichiarazione di Rispondenza solo se gli impianti sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/08 e questa dichiarazione può essere resa da un tecnico abilitato come impiantista o dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata che esercitano da almeno 5 anni e deve essere supportata da accertamenti e sopralluoghi volti a ve


Un impianto realizzato dopo il 2008 non può essere “sanato” con una Dichiarazione di Rispondenza: in questi casi è necessario rimettere mano all’impianto e redigere una nuova dichiarazione di conformità.


Attenzione: nel caso in cui i lavori di ristrutturazione nel vostro immobile intervengano sostituendo o modificando solo in parte un impianto esistente, il certificato che verrà rilasciato dall’impresa sarà relativo alla sola parte modificata.


QUANDO RICHIEDERE LA CERTIFICAZIONE

La dichiarazione di conformità è obbligatoria per tutti i tipi di immobili, non solo per le abitazioni, e per tutti i tipi di impianti, ovvero nello specifico:
  • impianti di riscaldamento, condizionamento e climatizzazione;
  • impianti idro-sanitari;
  • impianti gas;
  • impianti di protezione antincendio.
Inoltre al certificato devono seguire degli allegati, pena la nullità dello stesso, ovvero: il progetto dell’impianto (obbligatorio però solo per immobili con determinate caratteristiche dimensionali); lo schema d’impianto (in mancanza di un progetto); la relazione tipologica (o l’elenco dei materiali impiegati) ed il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio della ditta che ha realizzato i lavori.

Infine la Dichiarazione di conformità va redatta in diverse copie, da consegnare all’utilizzatore dell’impianto e/o al committente: due copie vanno firmate dal committente per ricevuta e di queste una va presentata dall’installatore allo Sportello Unico dell’Edilizia del comune in cui è ubicato l’impianto (in genere alla presentazione della fine lavori vengono allegate anche le certificazioni).




QUANDO VI VIENE RICHIESTO IL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ DEGLI IMPIANTI

Il certificato di conformità degli impianti è necessario per richiedere il certificato di agibilità di un immobile, pertanto è importantissimo che l’impresa che segue lavori di una certa entità nella vostra abitazione ve lo rilasci.

Inoltre la dichiarazione di conformità degli impianti va allegata agli atti di rogito, per cui in caso di vendita di un immobile, ma anche di trasferimento dello stesso a qualunque altro titolo, è necessario esserne in possesso.

Detto ciò accade molto spesso che, specie per abitazioni piuttosto datate, si rogiti in mancanza di tale documentazione: questo di fatto non determina la nullità dell’atto, ma nel caso in cui manchino i certificati di conformità questo deve essere specificato nell’atto e l’acquirente deve impegnarsi a far adeguare l’impianto a sue spese, rendendolo rispondente all’attuale normativa.

La stessa cosa vale anche in caso di locazione, comodato o qualunque altro genere di cessione di utilizzo dell’immobile a terzi, sebbene anche in questi frangenti la legge consenta di derogare a questo obbligo, a patto che in tal senso vi sia un accordo consensuale, firmato da entrambe le parti. Attenzione però perché se li vostro inquilino dovesse infortunarsi perché gli impianti sono vetusti e non a norma potreste esserne chiamati a risponderne!

Queste certificazioni poi possono essere necessarie nel caso in cui ad esempio voi facciate richiesta, per un attività commerciale, del nulla osta sanitario, oppure anche per poter ottenere il Certificato Prevenzione Incendi di uno stabile.

In tutti i casi sappiate che per il mancato rilascio del certificato da parte dell’impresa che esegue i lavori, sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minino di 1.000 ad un massimo di 10.000 euro.


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